Studi e Rapporti

Cambogia, Senegal, Nicaragua: com’è rappresentata la cooperazione sui media del Sud?

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Foto: AFP

Nel quadro del progetto DevReporter, grazie alla collaborazione con l’Università di Torino, e in particolare con il progetto UNICOO (Università per la Cooperazione) sono state realizzate tre ricerche sul campo in tre paesi del Sud del mondo per indagare come i media locali parlano di cooperazione internazionale e come le ong comunicano sul terreno. Ecco una sintesi dei risultati.

Le ricerche, realizzate in Cambogia, Senegal e Nicaragua, si pongono in continuità con quelle realizzate sullo stesso tema in Piemonte, Catalogna e Rhon-Alpes nella prima fase del progetto DevReporter e stimolano riflessioni interessanti sulla quantità a la qualità dell’informazione sulla cooperazione analizzata da angolature diverse.

CAMBOGIA
di Pasquale Pellegrino

La ricerca è stata condotta durante un periodo di 5 mesi nella capitale della Cambogia: Phnom Penh.
Sono state due le diverse fasi che hanno contraddistinto il lavoro. In un primo momento si è rivolta l’attenzione alle pratiche di comunicazione di 22 ong operanti a Phnom Penh, attraverso la conduzione di interviste semi-strutturate a direttori o responsabili della comunicazione delle stesse. Da questa prima indagine sono emersi due orientamenti ricorrenti nel campione intervistato, a proposito delle prassi comunicative delle ong. Per quanto riguarda il primo si è osservato un maggior “sforzo comunicativo” da parte di quelle ong che poggiano sulle sponsorizzazioni individuali come principale fonte di finanziamento per i propri progetti. Le ong finanziate da grandi e pochi donatori tendono invece a non avere un rapporto continuo con le diverse audience di riferimento. Per quanto riguarda invece il secondo orientamento si è riscontrata una maggior enfasi nel comunicare, da parte di quei soggetti che si nutrono di un rapporto diretto e costante con le diverse audience per il concreto successo delle proprie attività e l’affermazione delle proprie istanze ( advocacy and human rights Ngo).

La seconda fase è stata invece incentrata sull’analisi di cinque quotidiani: due in lingua inglese e tre in lingua Khmer. É stata effettuata la content analysis per il mese di Luglio 2015 con l’obiettivo di individuare la presenza di tematiche inerenti la cooperazione e lo sviluppo in generale. Sono stati individuati 376 articoli in base alla presenza delle parole cooperazione e sviluppo.
È così emersa una sostanziale differenza tra i due quotidiani in lingua Khmer più letti (Koh Santpeahp e Rasmei Kampuchea) e quelli in inglese. I primi due, da come si può osservare nel grafico sotto, si contraddistinguono per la ricorrenza di notizie che vedono come protagonisti membri del governo secondo due vesti ricorrenti: come interlocutori di istituzioni straniere e come soggetti donatori verso i bisognosi. Questa prima osservazione è confermata dalla prevalenza in questi due quotidiani di articoli aventi come tema principale la cooperazione internazionale e l’assistenza umanitaria.
Ben diversa invece la situazione sui due quotidiani in lingua inglese, dove per quanto riguarda i soggetti protagonisti delle notizie si registra una differenza sostanziale tra la scelta editoriale del Cambodia Daily e quella del Phnom Penh Post (versione inglese e khmer), quest’ultimo caratterizzato dal prevalere di articoli su cooperazione e sviluppo incentrati sul governo e sul settore privato, mentre il primo registra un sostanziale equilibrio tra ong, governo e istituzioni straniere.

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SENEGAL
di Silvia Laterza

Il lavoro svolto a Dakar (Senegal) ha cercato di monitorare e analizzare la quantità e la qualità dell’informazione relativa alla cooperazione internazionale, studiando principalmente 4 giornali locali (Le Soleil, L’Observateur, Le Quotidien e il Wal fadjiri) e il modo di comunicare delle ong. Tale studio è stato suddiviso in tre fasi: la prima è caratterizzata da un monitoraggio delle quattro testate giornalistiche, la seconda ha previsto 10 interviste a giornalisti di diversi mezzi di comunicazione (giornali, radio e TV) e la terza corrisponde all’analisi di questionari inviati a numerose ong (locali ed internazionali).

Dal monitoraggio, relativo al periodo che va dal 13 settembre al 13 novembre, emerge che il principale giornale che tratti il tema studiato corrisponde alla testata nazionale, ovvero Le Soleil, con l’uscita quasi quotidiana (o ogni due giorni) di articoli relativi al tema. Inoltre si nota che, quando si parla di cooperazione, quest’ultima è da intendere come cooperazione bilaterale (tipica forma di cooperazione tra due Stati). Gli articoli sono quasi sempre inseriti nella sessione Economia o Regioni e le keywords maggiormente utilizzate corrispondono a coopération e développement. La lunghezza di suddetti articoli è molto limitata: si tratta di una piccola colonna caratterizzata da assenza di immagini. Gli altri tre giornali trattano sì l’argomento ma con una frequenza più ridotta (un articolo alla settimana); le keywords sono le stesse, come anche la lunghezza e l’assenza di immagini. Per quanto riguarda articoli riguardanti le ong ed i loro operato, essi sono quasi nulli in tutte le testate, se non svariati annunci di offerte di lavoro all’interno delle stesse organizzazioni.

L’aspetto più interessante che emerge dalle interviste è la scarsa preoccupazione, da parte delle ong, di comunicare il proprio operato: viene infatti sostenuto da tutti i giornalisti intervistati la difficoltà ad accedere alle informazioni sull’operato delle ong, evidenziando così la mancanza di una relazione strutturata tra i media locali e la cooperazione.
Molto sconfortate è stato invece il risultato ottenuto dalla terza fase del lavoro: infatti, su un totale di circa 200 questionari inviati, solo 9 ong si sono dimostrate disponibili alla sua compilazione. Dall’analisi di tali questionari emerge che le organizzazioni sono sprovviste di un piano di comunicazione per i loro progetti a causa dell’assenza di personale qualificato e di risorse economiche.

NICARAGUA
di Alessia Canzian

In Nicaragua si comunicano due cose: le azioni negative del governo e le azioni positive del governo. Anche la comunicazione per la cooperazione è fortemente polarizzata. I media politicamente schierati non ne parlano praticamente mai, mentre i media contrari al governo ne parlano solo per sottolineare le lacune delle azioni governative. In 4 mesi di monitoraggio si è riscontrato un solo articolo che conteneva il termine ong nel titolo, (La Prensa, El Gobierno asfixia a Ong independientes, 10/10/2015).

La cooperazione, in Nicaragua, ha sviluppato un modello di comunicazione puntuale e finalizzato a dare visibilità ai progetti realizzati sul territorio. Pertanto, ogni progetto considera una parte del budget per la realizzazione di un Piano di Comunicazione. Il Piano di Comunicazione è realizzato da comunicatori professionisti, inseriti in organico come consulenze. Delle 9 ong italiane intervistate in loco, 7 hanno dichiarato di utilizzare questa modalità per divulgare le azioni dei progetti.
In tutto sono stati intervistati 8 giornalisti, suddivisi in tv, radio, web e comunicatori sociali. Tutti hanno confermato che, al di là dei progetti realizzati, le ong tendono a non comunicare.

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Un caso studio specifico è stato realizzato all’interno della ricerca Comunicare la Cooperazione in Nicaragua, ed è l’analisi del Piano di Comunicazione del Progetto N.N.A.T. della Ong RE.TE.
Il progetto N.N.A.T. (Promoción del respeto de los derechos e integración social de los Niños y Niñas y Adolescentes Trabajadores en los basureros y en las calles de los Municipios de Tegucigalpa, San Pedro Sula y Managua) è stato realizzato dall’Ong RE.TE. per estirpare il lavoro infantile. Si è scelto il progetto N.N.A.T. dato che tutta la campagna di sensibilizzazione è stata realizzata con la partecipazione attiva dei beneficiari del progetto, ovvero i bambini lavoratori, permettendo loro di sensibilizzare senza essere strumentalizzati. È sembrato fortemente significativo questo aspetto di partecipazione diretta alla realizzazione della campagna mediatica. Tutte le azioni di comunicazione svolte all’interno del progetto N.N.A.T. sono state coordinate dal Prof. Walter Calderón, docente di Comunicazione Sociale alla U.N.A.N. (Università Nazionale Autonoma del Nicaragua).

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