Buone Pratiche/Ong

Quando il testimonial fa la differenza. Il caso di NutriAid

cristinaUna piccola associazione, nata dall’iniziativa spontanea di un gruppo di pediatri, lancia la campagna nazionale “La fame ha le gambe corte” che viene ripresa dai principali media nazionali e si trasforma anche in una rilevante raccolta fondi. Il segreto? Cristina Chiabotto, Miss Italia 2004, sposa la causa dell’associazione

di Silvia Pochettino*

A volte la casualità può fare 90. Se unita a forti motivazioni e determinazione, come nel caso dell’associazione NutriAid. Nata nel 1996 dopo una missione in Rwanda di alcuni medici torinesi NutriAid è oggi presente in Senegal, Madagascar, Rwanda, Somalia e Repubblica Democratica del Congo con progetti di lotta alla malnutrizione infantile. Con una struttura fissa molto ridotta l’associazione continua ad operare grazie alla professionalità e al servizio garantito da un’équipe formata essenzialmente da medici pediatri, conservando intatto lo spirito e la mission originari impressi da parte del primo nucleo di volontari.

Tuttavia ha acquisito un’ottima capacità di comunicazione e una rinomanza nazionale, in larga misura grazie alla scelta del personaggio che dal 2004 è diventato lo sponsor ‘ufficiale’ dell’associazione, e cioè la giovane piemontese Cristina Chiabotto, Miss Italia in quello stesso 2004.

La casualità cui si accennava più sopra sta nel fatto che l’attuale vice presidente della ong torinese, nonché uno dei suoi fondatori, il dottor Costanzo Bellando, era stato il pediatra della futura testimonial, la quale – come dice l’addetta stampa – ha fin da subito accettato di mettere in campo la propria popolarità in continua crescita in favore di NutriAid e delle sue iniziative medico-umanitarie.

Nel 2012 viene lanciata la prima campagna a livello nazionale. Il 2 aprile di quell’anno, nelle sale del Comune di Torino, viene presentata ufficialmente “La fame ha le gambe corte. Regala un metro alla vita”, il cui obiettivo è quello di tentare di «accendere i riflettori» sulle difficilissime condizioni di malnutrizione presenti nei paesi in cui l’associazione opera da qualche anno. Una campagna capillare e di lungo periodo per la quale NutriAid riuscirà anche a ottenere la possibilità di utilizzo dell’SMS solidale.

Da una occasione del tutto fortuita, nel corso degli anni si è strutturata una collaborazione continuativa, su base gratuita, tra la popolare conduttrice piemontese e la ong.  E le opportunità in questo senso non mancano di certo a chi, come Cristina Chiabotto, è spesso ospite in programmi televisivi, in cerimonie pubbliche o in occasioni di interviste in radio e in TV. E pertanto in molte di queste occasioni è facile sentire pronunciare il nome di NutriAid.

Il momento più significativo del coinvolgimento di Cristina Chiabotto nelle attività della ong si è avuto però nel 2010, in occasione di un viaggio in Madagascar di 10 giorni al quale la testimonial stessa ha voluto prendere parte personalmente.

Le attività sono proseguite con conchiabottotinuità in questi anni fino alla recentissima partecipazione di Cristina in favore dell’associazione alla Color Run, la corsa-festa di beneficienza in cui per 5 chilometri i partecipanti vengono colorati con tutti i colori possibili. Oltre 9 mila le persone che quest’anno che hanno calcato la pista del parco del Valentino a Torino

Certamente il binomio, bambini-fame, è già di per se un tema estremamente spendibile in termini di comunicazione, e la campagna “La fame ha le gambe corte” è stata studiata in modo professionale fin dalla sua nascita, come si nota dalla qualità della locandina di presentazione, ed è evoluta nell’azione di emergenza in Rwanda “Non è un’altalena”, ma il ruolo della testimonial è stato determinante sulle ricadute positive incrementando il numero dei contatti da parte del pubblico, soprattutto per quanto riguarda il sito web e social network dell’ente. Incidentalmente, ma neanche troppo, sul sito dell’associazione si legge che la campagna ad oggi ha portato anche una raccolta fondi di oltre 736 mila euro

Nutriaid                          altalena

Ma c’è un ulteriore aspetto della strategia comunicativa di NutriAid e diciamo pure anche della sua fortuna comunicativa. In preparazione del suo calendario per l’anno 2011, la ong di Torino ha deciso di coinvolgere il giovane fotografo napoletano Pietro Masturzo, il quale quello stesso anno vince il prestigioso riconoscimento internazionale del World Press Photo e diventa uno dei più noti fotoreporter italiani e internazionali. Masturzo ha accolto con favore ed estrema disponibilità l’idea di contribuire con il suo lavoro all’attività comunicativa di NutriAid, tanto da accettare di recarsi in Congo per realizzare il reportage da cui sono tratte le belle immagini che costituiscono il calendario.

La tradizione di realizzare calendari fotografici di altissima qualità continua per l’associazione, e nel 2012 lo realizza con il fotografo Giorgio Perottino, e il calendario viene ripreso integralmente dal quotidiano La Stampa, con ulteriore accrescimento della notorietà della piccola ma molto agguerrita NutriAid

*Alcuni dati sono tratti dalla ricerca di Luca Prestia su “Comunicare in rete per lo sviluppo. Il caso delle ong piemontesi”

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