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Acqua è vita: una campagna di sensibilizzazione a lungo termine

acqua è vitaUn’azione capillare prolungata nel tempo, eventi di eccezionale originalità come la discesa del fiume Po su una Panda anfibia e testimonial dello sport e della cultura. Questo il mix vincente della campagna di comunicazione e raccolta fondi “Acqua e Vita” dell’ong LVIA, che ha permesso di portare acqua potabile e 1 milione di persone in Africa in 10 anni

di Luca Prestia*

Nel 2003 l’ong LVIA di Cuneo, attiva da oltre 40 anni in 11 paesi africani e in Albania, ha dato vita a una campagna destinata a durare e a svilupparsi nel corso degli anni successivi. Acqua è vita aveva, e ha ancor oggi, il duplice obiettivo di raccogliere fondi e informare relativamente alla crisi idrica mondiale che colpisce soprattutto le aree del pianeta più esposte alla siccità.

Fin dai suoi esordi, la campagna promossa da LVIA si è caratterizzata per loriginalità e la capillarità della sua azione: nel 2003 due ciclisti semiprofessionisti, seguiti da un camper, hanno cominciato un vero e proprio giro dItaliafinalizzato a far conoscere al maggior numero di persone il senso e la portata di questa iniziativa.

Partendo da Cuneo, liniziativa è andata avanti per alcuni mesi, toccando moltissimi centri della penisola. Gli incontri a carattere pubblico di volta in volta organizzati hanno portato i risultati sperati in termini di visibilità e di partecipazione. Grazie a questa prima iniziativa, infatti, sono nati in quei mesi molti club Acqua è vita sparsi sul territorio nazionale e completamente gestiti da volontari che hanno deciso di impegnarsi direttamente riguardo a un tema tanto cruciale. 

Secondo quanto sostenuto dal presidente di LVIA, Alessandro Bobba, quella prima iniziativa ha trovato soprattutto nel sud Italia un significativo riscontro: tra gli altri, per esempio, il club Acqua è vita nato a Palermo in quei mesi si è rivelato essere uno dei più attivi e vivaci.

Laspetto interessante di questa campagna promossa dalla Ong cuneese è costituito dalla sua continuità temporale. Seppur tra alti e bassi, infatti, Acqua è vita dura ormai da più di 10 anni, ed è diventata uniniziativa che, pur essendo ovviamente figlia predilettadi LVIA, ha acquisito una sorta di autonomia rispetto alla ONG che lha ideata: un sito web a se stante presenta a chi è interessato liniziativa, la sua genesi e il suo sviluppo conosciuto nel corso del tempo.

Cinque anni fa LVIA ha deciso di organizzare alcuni eventi che potessero in qualche modo riportare al centro dellinteresse generale la campagna Acqua è vita, che nel corso del tempo, nonostante gli ottimi risultati ottenuti nei primi anni, aveva finito per perdere la spinta iniziale. Per questa ragione, ancora una volta LVIA è ricorsa allorganizzazione di un evento del tutto particolare nella sua unicità; un evento capace di suscitare curiosità nei confronti delliniziativa.

Grazie al geniodi un costruttore piemontese, unautomobile anfibia (per lesattezza una Panda) ha cominciato la discesa del fiume Po partendo da Crissolo, in Piemonte, per arrivare a Venezia. Come era prevedibile, una simile trovata non poteva che suscitare molta curiosità, alimentando e rinnovando la spinta mediatica di Acqua è vita.

panda_entra_nel_po

Lo scorso anno LVIA ha ritenuto necessario rilanciare ancora una volta il senso profondo della sua campagna ormai decennale, e lo ha fatto attraverso la costruzione di un sito web appositamente dedicato ad Acqua è vita. Come si è accennato in precedenza, si tratta di un sito che pur essendo figliodella Ong contiene in sé informazioni, notizie e aggiornamenti autonomi rispetto al resto dellorganizzazione cuneese. Lidea di fondo, conferma Alessandro Bobba, era ed è quella di autonomizzare in qualche modo la campagna, così da assicurare a questa una longevità e unincisività di azione anche negli anni a venire.

Oltre a sensibilizzare il maggior numero di persone, Acqua è vita negli ultimi mesi si è posta come obiettivo il coinvolgimento diretto e concreto delle persone raggiunte. Lutilizzo di uno slogan efficace e senza dubbio impegnativo farsi portatori di acquapunta allassunzione di responsabilità nei confronti di un tema divenuto drammaticamente concreto soprattutto negli ultimi anni e in aree sempre più ampie del pianeta.

Per ora i risultati sembrano confermare le aspettative nutrite da LVIA. Un dato su tutti: in questi primi 10 anni, la Ong di Cuneo è riuscita nel rispettabile obiettivo di portare acqua ad almeno 1.000.000 di persone (in Africa).

Acqua è vita è una parte assai importante dellazione quotidiana di LVIA, e a sua volta lo sviluppo di questa campagna ha contribuito alla pianificazione e alla realizzazione di nuove iniziative finalizzate ad accrescere la visibilità della Ong.

Anche la primavera-estate del 2014 un momento di grande intensità per quanto riguarda nuove iniziative messe in campo da LVIA per promuovere la propria azione in questo ambito. Utilizzo massiccio di invii di mail informative, organizzazione di eventi con le scuole, proiezioni cinematografiche, incontri pubblici sul territorio piemontese.

Nel corso degli anni, inoltre, LVIA si è servita di alcuni testimonial per rendere ancora più efficace la propria azione di sensibilizzazione.

Al volto della sciatrice cuneese Stefania Belmondo, che ha garantito la propria immagine nel biennio 2003-2005, LVIA ha affiancato quello dello scrittore Erri De Luca nel corso del 2013. “In questo caso si tratta” come sottolinea il presidente della ONG “di un testimonial in qualche modo particolare, dal momento che lo scrittore napoletano è stato volontario in Tanzania negli anni novanta e conosce quindi dallinterno lazione di LVIA avendone condiviso direttamente per qualche tempo lattività”.

Oltre agli impegni su descritti, LVIA attiverà tra maggio e giugno di questanno un SMS solidale (il secondo, dopo quello attivato nel corso del 2013) : accompagnerà questa azione un altro volto noto, proveniente in questo caso dal mondo della scienza, e cioè lastronauta Umberto Guidoni.    

 

*tratto dalla ricerca, di prossima pubblicazione, “Come viene comunicata la cooperazione internazionale? Il caso delle ong piemontesi” realizzata nell’ambito del progetto DevReporter Network

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