Attività/Formazione

Ufficio stampa e ong, figli di un Dio minore?

conferenza-stampa-vuotaTroppo spesso associazioni, ong ma anche enti locali e istituzioni, si trovano a improvvisarsi nelle attività di ufficio stampa, sottovalutando le competenze specifiche che questo richiede. L’addetto stampa invece è una figura strategica che dovrebbe essere centrale nella vita di una organizzazione. Come realizzare allora un ufficio stampa efficace?

 

Questo il tema della prima giornata di formazione per ong ed enti locali che si è tenuta presso ENGIM a Torino con la vivace conduzione di Carlo Casoli, responsabile dell’ufficio stampa RAI per il nord Italia.

Si è partiti da una constatazione:  “Fare ufficio stampa significa essenzialmente ‘vendere’ notizie, ma per poterle vendere bisogna prima di tutto capire cos’è una notizia”. 

Molti comunicati stampa delle associazioni non hanno una vera notizia o meglio la notizia non è facilmente individuabile.

Ma quando un fatto diventa notizia?

foto (1)Casoli individua alcune linee guida: la novità e singolarità del fatto (ad esempio: il cane che morde il padrone non è una notizia ma un padrone che morde il cane sì!) Lo stesso principio dei video virali, ovvero l’originalità, l’innovatività e la singolarità.

Ma fondamentale è anche l’utilità pratica dell’informazione e le possibili conseguenze sulla vita quotidiana e gli interessi delle persone.

Un altro aspetto è la vicinanza fisica e psicologica a un bacino di persone, l’emotività e l’attesa degli sviluppi successivi.

Importante anche è ragionare sui destinatari della comunicazione. Saper comunicare la stessa cosa in modi diversi ai diversi media e alle diverse testate.

Secondo Casoli: “Un buon ufficio stampa fa almeno tre comunicati diversi sulla stessa notizia”. 

Va inoltre sottolineato che un buon ufficio stampa deve essere informato di tutto quello che accade all’interno dell’organizzazione, anche delle situazioni critiche, dei fatti negativi, per essere pronto a rispondere. E’ assolutamente fondamentale avere grande autorevolezza interna all’ente, e avere il potere di decidere cosa dire, come e se fare comunicati o conferenze stampa 

E se non ho i contatti con i media cosa faccio? Interessante il commento di Carlo “E’ lecito non riuscire ma non è lecito non provare” , in sostanza rimboccarsi le maniche, fare ricerca procurarsi i contatti e incominciare a relazionarsi con loro.

Per mantenere le relazioni con i media ci sono diversi strumenti.

Il comunicato stampa. Parole chiave: tempestività, sintesi e concretezza delle informazioni. (Attenzione però fare un buon comunicato stampa è solo il 25% del lavoro, il vero obiettivo è che la notizia sia ripresa dai giornali)

La conferenza stampa. Da realizzare solo quando si ha veramente qualcosa da dire, individuando con precisione le spokepersons e i giornalisti da invitare. Deve essere breve, massimo mezz’ora, chiara e rilevante. 

Guarda la presentazione di Carlo Casoli

 

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