Attività/Formazione

Comunicare la cooperazione internazionale con il video

Quale è il legame tra media e cooperazione internazionale? Come parlare dei temi dello sviluppo e interessare il grande pubblico? Il COP e l’Università di Torino promuovono un ciclo di incontri per analizzare le potenzialità e i rischi dello strumento del video, documentario e fiction, nel comunicare i temi della cooperazione internazionale

cameraman

Si tratta di sei appuntamenti da febbraio a maggio per capire step e precondizioni per la realizzazione di un documentario giornalistico sui paesi in via di sviluppo, le tecniche e i significati nel rendere partecipe la comunità locale nella realizzazione del documentario stesso, il linguaggio e gli stereotipi delle video campagne sociali, fino ad analizzare il ruolo della filmografia nello sviluppo locale dei paesi poveri.

Ospiti del ciclo di incontri personaggi di rilievo come il giornalista Davide Demichelis, autore di documentari televisivi diffusi da una ventina di emittenti, fra le altre: National Geographic, RAI, NHK, France 5, Radiotelevisione Svizzera Italiana, Al Jazeera, o il regista Angelo Loy, specializzato nella realizzazione di documentari partecipativi, in particolare negli slum di Nairobi. Per la sua attività documentaristica ha ricevuto il premio Cinema del Reale 2006 e il premio Cinema per la Pace 2006.

Perché il video? “Il video nella società dell’immagine che viviamo è assolutamente centrale” spiega Davide Demichelis, relatore al primo incontro “cambiano le piattaforme, dalla televisione al computer agli smartphone ma l’immagine rimane il mezzo di comunicazione più potente. In particolare il documentario è il mezzo per portare cultura in televisione, lo strumento più adeguato per conciliare linguaggio televisivo e approfondimento di un tema”

Ma come rendere appetibili per il grande pubblico temi di nicchia come la cooperazione internazionale? “A mio parere non esistono temi di nicchia, esiste un modo di nicchia di raccontarli. Non voglio considerare i paesi in via di sviluppo un tema per pochi, la sfida del mio lavoro è proprio trovare un modo per raccontarli tale che potenzialmente interessino a tutti.  E’ l’idea alla base del ciclo di documentari “Radici“, far conoscere paesi lontani attraverso la storia del nostro vicino di casa immigrato. Unire il vicino e il lontano, partendo dalla curiosità per i paesi esotici per poi portare il telespettatore a scoprire i legami incarnati da persone estremamente vicine a noi”

Il primo incontro del ciclo si tiene venerdì 21 febbraio, dalle 15 alle 17. Leggi il programma completo 

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One thought on “Comunicare la cooperazione internazionale con il video

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